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2 ottobre 2013

Look&Taste: quando un'idea diventa commestibile


Un bel po' di mesi fa ricevetti una email con una richiesta di collaborazione. Confesso che si trattava della mia prima volta dato che, a differenza di moltissime altre foodblogger, nessuno mi fila. L'email era scritta con toni molto cortesi e mi chiedeva un  appuntamento telefonico allo scopo di illustrarmi un nuovo progetto per cui ero stata scelta. Attirata come una falena dalla luce e lusingata per questo primo contatto, decisi di ascoltare quanto aveva da raccontarmi quella gentile signora. E così ebbe inizio la storia.
Se la mostra al Mart è stata la benzina nel motore, quella telefonata è stata la scintilla che lo ha fatto accendere. Quello che più mi stupì fu il fatto che quella persona a me completamente sconosciuta, era riuscita a cogliere in modo così chiaro il mio food-pensiero e ricordo che pensai che forse quello che fotografavo e scrivevo trasparisse dalle pagine di questo blog. La telefonata si concluse con la proposta di occuparmi della sezione del sito web che si sarebbe chiamata 'Look&Taste' (Guarda&Assaggia). Quel verbo, guardare, che di solito non sta in cima alla lista dei vocaboli di una foodblogger che invece ne privilegia altri, continua invece a girarmi nella testa ogni volta che cucino. Con quella proposta mi veniva data l'opportunità di proporre una ricetta che non fosse solo 'mangiabile' ma anche 'guardabile'. Accettai senza dubbi e con entusiasmo. 
L'azienda con cui ho il piacere di collaborare è la Riso Scotti e il progetto si chiama Rice Design.
Design. Design la parola magica. Se 'Abracadabra' è riuscita ad aprire la caverna dei 40 ladroni, 'design' è quella che ha acceso il mio emisfero destro. FOOD+DESIGN sono diventati il mio mantra.
Il progetto Rice Design può essere inteso come il luogo virtuale dove il cibo diventa un’esperienza sensoriale e di stile, una magica alchimia che eleva il concetto di mangiar sano su un piano più emozionale proprio perché l'atto finale è il risultato di una storia di sapori, colori, profumi, accostati dall’infinita creatività di chi lo ha pensato.

Nei prossimi mesi, su questo blog e sulle pagina di Rice Design, verranno pubblicate delle ricette o dei semplici suggerimenti (come in questo primo post) che avranno come denominatore comune uno dei tantissimi prodotti della Riso Scotti, perché  ho scoperto che oltre il riso c'è di più. 
Il vero piacere è stato anche quello di non trovarmi da sola in questa avventura: insieme a me ci sono altre due bravissime foodblogger: Valentina padrona di casa di un meraviglioso blog, ricco di ricette e immagini delicate e di classe e Anna, un vulcano di idee, colei che è ha avuto la felice intuizione di tradurre la moda in piatti alla moda; personalmente adoro il suo blog anche se di moda non capisco proprio nulla.. E last but not least, la giovane, brava e geniale chef Susanna del ristorante Bys a Milano. Ho già cenato nel suo locale e ci ritornerò prestissimo con altri amici perché il suo menu va assaggiato fino all'ultimo piatto. Tre donne di carattere e con una marcia in più.

Inauguro Look&Taste con questo post che non è altro che un veloce suggerimento su come cucinare due tipi di riso: il Basmati e il Venere che per la loro origine ricordano l'Oriente. Come ho già scritto più volte, l'ingrediente che non manca mai nella mia cucina sono le spezie. Ho pensato quindi di abbinare questi due tipi di riso a 10 tipi di spezie. Ogni assaggio un viaggio con la mente, sapori che ci raccontano di terre lontane. Più che una ricetta è una specie di degustazione che potrà essere accompagnata da dell'ottimo tè in foglia a seconda delle vostre preferenze. Al riso potranno essere abbinati legumi stufati, piccoli pezzetti di pollo o verdure saltati nella wok.

Assaggi di mondi. Assaggi di risi.

Riso Rapid Gran Nero Riso Scotti
Riso Rapid Basmati Riso Scotti

Spezie: semi di cardamomo macinati, peperoncino in polvere, chiodi di garofano in polvere, semi di coriandolo macinati, cumino, cannella in polvere, zenzero in polvere, curry, curcuma, cocco rapé, sesamo nero

Cuocere il riso utilizzando il microonde. Suddividere il riso in piccole ciotoline e spolverare ogni porzione con una singola spezia. Da gustare con la bocca per viaggiare con la mente.

28 luglio 2012

All black

Quando tutti partono per le ferie io pubblico un post. Direi in perfetta controtendenza come il mio solito. Non ho vinto un viaggio intorno al mondo. Ero solo impossibilitata a scrivere sul mio blog a causa di una serie di accadimenti: collasso del mio notebook, arrivo del nuovo notebook ma non di quello che avevo ordinato, successiva spedizione al mittente, arrivo del nuovo e installazione del software strettamente necessario per ripartire. 'Na faticaccia! :-)
In questa (forzata) pausa riflettevo su una questione: perchè ho aperto un blog di cucina? Ogni tanto mi pongo e ripongo questa domanda più che altro per rinnovare e verificare le mie motivazioni e per trovare un senso alle ore trascorse ad accudire questo passatempo  virtuale.
Devo aver già scritto da qualche parte che il motivo numero Uno è la fotografia. Fino all'altro ieri sapevo giusto scattare in modalità automatica, conoscevo per sommi capi la differenza tra diaframma e otturatore, gli ISO me li ricordavo dai rullini della Kodak (io, per non sbagliare, prendevo sempre quello da 200 ASA senza capire cosa centrassero gli ISO) e la messa a fuoco non era affar mio. Per sbaglio qualche anno fa mi sono imbattuta in qualche foto di food ed è stato amore a prima vista. Ma questo l'ho già scritto, appunto. Il motivo numero Due è la cucina. Un gradino più in basso rispetto alla passione per lo scatto, c'è la cucina, anche per un'ovvia ragione: se cucinassi solo pasta in bianco, uova al tegamino e insalata, verrebbe a mancare la ragione numero uno di questo blog... a meno che non vogliate chiamarmi per fotografare i vostri piatti, alla fine mi mangerei il set e visto quello che cucinate ne sarei davvero felice. Il motivo numero Tre sta nel bisogno di comunicare qualcosa. Non che abbia aneddoti emozionanti, ma la vita si muove anche dalle mie parti ogni tanto. Anziché raccontare di 'viaggi esteriori', cioè quelli che ti portano in giro per l'Italia e per il mondo, preferisco parlare di 'viaggi interiori', ossia quelli che ti permettono di imparare e ampliare la conoscenza, partecipando a corsi, eventi, incontri o semplicemente leggendo un libro o sperimentando 'sul posto'. La potrei chiamare "Esperienza a KmZero". Lo scorso week-end (quando il mio notebook dava già i segni di una fine imminente) ho deciso che era il momento per studiare un pò la luce utilizzando la mia macchina fotografica. Ma la luce nel senso di assenza di luce e per questa ragione ho preparato un piatto BUIO: legume nero, cereale nero, ciotola nera, tovagliolo nero e fondo nero. Preparo il mio set con luce naturale laterale aggiungendo una difficoltà in più: abbasso la tapparella fino a creare una penombra intima e sfidante, oltre a far salire la temperatura a 38° con la finestra chiusa per non fare entrare più luce di quella strettamente necessaria. Ho trascorso 4 ore a scattare foto al nero, smanettando con diaframma e tempi di esposizione, senza alzare di un centimetro la tapparella e negandomi l'aria fresca del condizionatore. Puro masochismo. Ne sono uscita sfatta ma soddisfatta e il risultato lo potete vedere qui sotto. Diciamo che questo è quello che intendo per 'viaggio interiore' e non vi nego che ho quasi avuto le allucinazioni per colpa della temperatura da reattore nucleare raggiunta all'interno della stanza.
Il nero è anche il pretesto per raccontarvi della ''Cena al buio'' a cui ho partecipato qualche mese fa presso l'Istituto dei Ciechi di Milano. Tre ore trascorse completamente al buio, seduta ad un tavolo con altre persone sconosciute a gustare pietanze sconosciute (e per una foodblogger è un'esperienza che vale doppio: una sfida con sè stesse per riconoscere i sapori senza l'uso della vista) e servita da ragazzi ciechi che si muovevano per la sala affollata (circa 30 persone) come se la luce fosse accesa. Vi lascio liberi di fare le vostre considerazione sull'infinita capacità del corpo umano di adattarsi a ciò che manca (in questo caso la vista) e la consapevolezza di quanto noi 'normali' utilizziamo poco e male il nostro corpo pur avendo tutti i 'pezzi'. Gli stessi ragazzi organizzano anche l'esperienza "Dialogo nel Buio", un percorso nella totale oscurità, guidato da ragazzi non vedenti. E' stato presentato anni fa come un progetto extemporaneo che doveva durare solo qualche mese, ma visto il successo dell'iniziativa, Dialogo nel Buio è stato trasformato in un evento stabile e aperto a tutti. Vi invito ad andarci, a provare come ci si sente con un bastone bianco in mano, mentre si cammina (direi si brancola) ad occchi chiusi nel buio pesto in ambienti che riproducono la quotidianità delle nostre vite, compreso quello che simula la città caotica. Pensate ad un non vedente che cammina su un marciapiede, circondato da mille rumori, le moto e le auto parcheggiate dove non dovrebbero, le cacche dei cani, le buche e i mille ostacoli che noi vediamo e loro no. E durante questa doppia esperienza di cecità in questi viaggi interiori, la mia consapevolezza, il senso civico e l'ammirazione verso coloro che 'ci vedono pur non vedendoci' è aumentata a dismisura. E per scoprire che la vita anche per chi non vede non è vuota né triste. È, per alcuni aspetti, semplicemente diversa.
Ancora oggi, a distanza di tempo, mi capita di chiudere gli occhi mentre mangio qualcosa che non ho cucinato perchè il 'gioco dei sapori che non vedo' ma che posso percepire con gli altri sensi mi fa ricordare quei ragazzi coraggiosi. Un ultimo suggerimento per coloro che amano la lettura: non perdetevi il capolavoro di José Saramago ''Cecità'' perchè il nero è solo una questione di punti di vista! :-)


Cereali e legumi oscuri
per due persone

50 gr ceci neri
50 gr lenticchie nere Beluga
50 gr fagioli neri
50 gr Riso Venere
sesamo nero
zenzero in polvere
2 lime
olio extravergine di oliva
sale e pepe                                                                                                                                            
Il giorno prima mettete a bagno in acqua fredda i ceci, i fagioli, le lenticchie e il riso. Cuocete a vapore i legumi e il riso iniziando con i ceci e i fagioli e dopo 10 minuti aggiungete il riso e le lenticchie. Lasciate cuocere per circa 45 minuti. Scolate e lasciate raffreddare. In una ciotola mescolate il succo di due lime (ma anche uno, dipende dai vostri gusti), l'olio evo, il sale, un po' di pepe e un pizzico di zenzero. Condire i legumi e il riso e spolverate con sesamo nero e con la scorza del lime. Mettete in frigorifero e lasciate riposare un paio di ore prima di servire.