6 novembre 2011

Metti una sera a cena a casa di Dante


La vera novità di questo mese di novembre (oltre al fatto che gira voce che dovrei riuscire a terminare i lavori di ristrutturazione a casa) è che mi sono iscritta ad un corso professionale di pasticceria. Eh già, proprio una cosa seria: 4 ore due volte la settimana per un dopo-lavoro di tutto rispetto dato che dalle 18.30 alle 22.45 sono in una cucina professionale tra materie prime e forni industriali, con uno chef pasticcere che ci snocciola senza sosta spiegazioni sull'Arte Bianca. A dir la verità, il vero piacere di questo corso non è tanto la realizzazione delle ricette, ma quello di scoprire i trucchi, o come dice lo Chef Vincenzo, le tecniche dei professionisti. Quindi un corso con tanta pratica ma soprattutto con un'importante parte teorica sull'uso degli ingredienti e sul tipo di lavorazione degli stessi, sul metodo di cottura, gli abbinamenti e la conservazione. La prima lezione è stata tutta incentrata sulla pasta frolla e le sue varie declinazioni e sulla preparazione della crema pasticcera e della crema Chantilly (francese e italiana). Se avrete voglia di seguirmi, in alcuni dei prossimi post che pubblicherò, condividerò con voi qualche trucchetto-tecnica che mi verrà insegnato durante il corso.
Dopo questo breve racconto in merito a come occupo ultimamente le mie serate, vorrei festeggiare idealmente questa mia nuova esperienza, con un'altra ricetta toscana di antica fattura ma ancora di dubbia origine (pare che il cantuccio sia originario di Prato ma anche altre provincie toscane vogliono rivendicarne la paternità); così per un gioco di assonanze tra terre e personaggi famosi che le rappresentano, mi sono immaginata cosa avrei potuto mangiare come dessert ad un'ipotetica cena a casa del Sommo Poeta Dante Alighieri (anche se non penso che alla fine del Duecento i cantucci fossero già stati inventati ma magari qualche amico toscano mi potrà smentire). Ma poco importa: questi biscottini secchi secchi, che di solito si accompagnano al Vin Santo (in questo post in versione prima colazione), a me piacciono davvero un sacco (ma nella versione senza anice); così, ringraziando la gentile Lia (toscana doc) che mi ha fornito la ricetta dei Cantucci che vedete in foto, inauguro una nuova sezione del blog ("Nel piatto degli altri") e mi avvio verso le meraviglie che la "dolce-cucina" sarà capace di di riservarmi.


Cantucci

3 uova
4 cucchiai di zucchero semolato
50 gr di burro
mezza bustina di lievito per dolci
la buccia grattuggiata di un limone biologico
100 gr di mandorle non sbucciate (con la pelliccina) 
farina 00 quanto basta per dare consistenza all'impasto (vedi indicazioni qui di seguito)
sale 

In una ciotola sbattere lo zucchero con 2 uova fino a farle diventare cremose e quasi bianche; aggiungere successivamente il burro e mescolare. Una volta che si sarà ottenuta una crema, unire il lievito, la buccia grattuggiata del limone, le mandorle tagliate a metà (nel senso verticale) e un pizzico di sale. A questo punto sarà necessario aggiungere la farina fino a quando l'impasto non diventerà un panetto un pò appiccicoso ma lavorabile. Mettere un foglio di carta da forno su una teglia, stendere un rettangolo di impasto largo circa 5-6 cm e alto 1 cm (se ne possono fare anche due di rettangoli se l'impasto fosse abbondante ma attenzione alla distanza perchè cuocendo si allargheranno un pò) e spennellarlo con l'uovo intero sbattuto . Infornare in forno statico a 180°/200° gradi per circa 15 minuti o fino a quando l'impasto non diventerà di un bel colore dorato. Togliere dal forno e tagliare subito delle striscette in diagonale della larghezza di circa 1 cm.

18 commenti:

  1. weeeeeeeeeeeeeee! Roberta! siamo sintonizzate sul cantuccio :))))) brava! un bacino
    b

    RispondiElimina
  2. Bello tutto: il corso professionale, i cantucci, le foto e la nuova sezione! Bravà

    RispondiElimina
  3. Che bello, un corso professionale! Bravissima! Questi cantucci sono stupendi. Attendo i trucchetti dal corso ;-)

    RispondiElimina
  4. @Babs: come si fa a dire di no ai cantucci? La cosa davvero divertente è che ci sono almeno 50 ricette per un biscotto così...'famoso'! Ma d'altra parte in cucina vige la democrazia :-)
    @Chiarina-ina: grazie come al solito per la visita!!
    @Marina: grazie Marina, faccio del mio meglio per migliorarmi. Thanks!
    @Marina Qcne: stay tuned, presto inserirò qualche tecnica all'interno dei post. Grazie per la visita.

    RispondiElimina
  5. Ma che buoni i tuoi cantucci!!!

    RispondiElimina
  6. @Arianna: biscotto della tradizione, successo assicurato :-)

    RispondiElimina
  7. Grazie!!! Sono toscana e questo post me lo son letto proprio volentieri! A dire il vero il nome di questi biscotti non è 'cantuccio', ma biscotto alle mandorle, è un 'falso storico'! Un anno fa è uscito un libro su questo argomento, guarda qua: http://www.claudiomartinieditore.it/libri_dettaglio.php?tipologia=2&news_id=45

    Come hai scritto tu, il bello della cucina è anche questa 'democrazia', ogni famiglia ha una sua versione dei propri piatti tipici!
    A questo riguardo, visto che sei 'sensibile' all'argomento, ti aspetto per il contest! Cib'Arte http://simonaskitchen2.blogspot.com/2011/10/i-contest-di-simonaskitchen-cibarte.html

    Simo

    RispondiElimina
  8. @Simona: giusta osservazione e grazie per il link, quindi il cantuccio era in origine con anice e senza mandole mentre il biscotto alle mandole (più da signori) è quello che ho postato io. Capisco ora meglio le varie declinazioni che la cucina è in grado di creare nel tempo unendo fantasia e necessità. Vengo a trovarti sul tuo blog :-)

    RispondiElimina
  9. Dopo aver letto il tuo commento sul mio blog, ho pensato che tu DEVI partecipare a Cib'Arte!!! :-)
    E' ideato per chi come noi abbina la passione per l'arte e per il cibo, declinato in cultura, territorio ecc... non puoi mancare eh! Ti aspetto! :-)

    RispondiElimina
  10. ciao Roby, li ho fatti ieri sera e sono venuti buonissimi. Forse perchè con la farina uno si regola da sè, son riuscita a tenerli molto morbidi. L'unica cosa è che io metterei un filo di zucchero in più. buona giornata!
    ila

    RispondiElimina
  11. @Ila: brava Ila, tu sei il mio chef executive!! :-) Grazie per il consiglio. Abbracci&Baci

    RispondiElimina
  12. Ciao Roberta!!!sono riuscita finalmente ad iniziare il blog...tu come stai?vedo che dopo il workshop procedi alla grande con le foto...complimenti!!!! :)

    RispondiElimina
  13. @La gelida anolina (alias Silvia): grazie per la visita e benvenuta in questo (affollato) mondo del food!

    RispondiElimina
  14. Che buoni e che splendide foto. Complimenti! Buona serata, Babi

    RispondiElimina
  15. I cantucci che meraviglia... mi sà che stasera me li sognerò. Foto eteree ed elegantissime :)

    Buona serata

    RispondiElimina
  16. @Babi: grazie mille Babi, per la visita e i complimenti :-)
    @Letiziando: Eteree? Belle definizione! Potrebbe essere uno spot: 'con i cantucci (o biscotti con le mandorle per la precisione) ti senti in paradiso' :-) Grazie per la visita!

    RispondiElimina