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12 ottobre 2015

Zucca Acca


Tutti quelli che mi conoscono sanno della mia idiosincrasia per le festività. Se c'è un periodo dell'anno in cui mi si ammoscia l'entusiasmo, è proprio tra l'inizio di dicembre e il 7  gennaio e quando inizio a sentire aria di Natale, vorrei andare a vivere in Cina, ma ho scoperto che il Natale è arrivato anche lì! SGRUNT!
L'unica festa che mi suscita un po' di simpatia è Halloween. Ho scritto simpatia, non che conto le ore mentre attendo il suo arrivo. :-) Simpatia che nasce per quel tentativo di esorcizzare la morte travestendosi.
Tra i più giovani, Halloween sostituisce la festa di Ognissanti e quella dei defunti. Anche se sono stata colpita da un grave lutto pochi anni fa, di quel giorno conservo solo i bei ricordi legati all'infanzia, quando con la mia mamma, la nostra vicina di casa e le sue figlie ci incamminavamo, dopo pranzo, alla volta del cimitero. Tutto il pomeriggio era dedicato a correre da una lapide ad un loculo per portare un saluto a parenti e conoscenti. Ricordo che mi fermavo davanti alle tombe di famiglia di perfetti sconosciuti per ammirarne i preziosi marmi e fissavo con curiosità la foto dei 'vicini' di mio nonno cercando di cogliere sfumature di esistenze nei pochi dettagli che si intravedevano sullo sfondo; le mani, sprofondate nelle tasche del cappotto, giocavano di nascosto con i frutti dei cipressi che portavo a casa come se fossero dei piccoli trofei di quella giornata autunnale.
Ma la vera festa era all'uscita del cimitero, quando inevitabilmente si passava tra due file di bancarelle dalle quali facevano capolino enormi pezzi di croccante, caramelle, frutta secca, bastoncini di zucchero e altre ghiottonerie. Inutile dirlo che non si tornava a casa a mani vuote da quel giorno dei morti.
ZuccaAcca è un pensiero nostalgico rivolto a quei giorni di bambina spensierata :-)



Risotto alla zucca 
Per 4 persone

1 confezione di Risotto alla zucca Riso Scotti Biolover
300 gr zucca tipo mantovana
50 gr di caprino fresco
4 fette di prosciutto crudo
olio extravergine di oliva
pepe nero e sale

Disponete su una teglia coperta con carta forno, le fette di prosciutto crudo. Infornate nel forno già caldo a 120 °C per circa 10 minuti o fino a quando non saranno diventate croccanti. Togliete dal forno e lasciate raffreddare.
Mondate la zucca e tagliatela a cubetti. In una padella scaldate un cucchiaio di olio e rosolate la zucca, salate e fate cuocere lentamente per circa 10 minuti. Potete aggiungere un paio di cucchiai di acqua se la zucca dovesse asciugarsi troppo in cottura.
In una ciotola schiacciate con una forchetta il caprino e aggiungete una macinata di pepe.
Preparate il risotto come indicato sulla confezione (circa 16 minuti). Una volta cotto, porzionatelo, aggiungete dei dadini di zucca, una quenelle di caprino e una fetta di prosciutto crudo. 
Servite caldo.

(**) Volete altri consigli su Biolover? Li trovate da Marianna, Nicol, Laura e Juls :-)

27 gennaio 2013

Una pasta stupefacente


Buon 2013. 
Anche se magari sarebbe più opportuno augurarvi buona Pasqua vista la frequenza con cui riesco a scrivere qualcosa su questo blog.
Troppe idee, troppa confusione e poca concretezza (oltre a pochissimo tempo) ma giuro che il mio unico proposito per il 2013 è quello di focalizzarmi su un progetto e dargli vita a qualunque costo.
Tuttavia mi piace scrivere quando ho qualcosa da dire...non che non abbia nulla da dire in generale eh!, ma vorrei scrivere di qualcosa che possa interessarMi e interessarVi al di là della mia quotidianità che, vi confesso, non ha nulla di straordinario. Diciamo che per certi versi non sono molto 'social': scrivo su Facebook raramente, non ho un account su Twitter, Pintarest, Istangram, Google+ altrimenti mi dovrei licenziare per riuscire a scrivere anche solo un rigo con un minimo di continuità. Per certi versi mi piace l'anonimato e ci tengo alla privacy; non ambisco a far sapere sempre al mondo cosa faccio o dove mi trovo, anche perché sono convinta che il mondo non sia molto interessato a questo genere di notizie (o forse sì?!). 
Ora mi trovo a scrivere questo post proprio perché nelle scorse settimane mi sono imbattuta in un ingrediente che non è molto usuale né sulle tavole e neppure sul web e rarità per me è sinonimo di curiosità e di conseguenza: 'lo voglio!' Sembra una rivelazione, ma ho capito di aver aperto un blog per andare alla ricerca di qualcosa che non conosco e che è lì ad aspettare di essere scoperto (da me).
Vi avverto che questa è un ricetta da 'sballo', ma usare doppi sensi è facile quando si decide di portare in tavola un piatto di pasta a base di farina di canapa ;-)
Una decina di anni fa lessi un libro che si intitola "Marijuana, la medicina proibita" e scoprii che per secoli la fibra di canapa venne ampiamente usata per molteplici usi (tessuti, filati, corde,...) oltre che come pianta medicinale, già conosciuta nella Cina del 4000 a.C.. Nel XIX secolo la coltivazione di questa pianta fu soppiantata da altre coltivazioni sotto la spinta di interessi economici perché è ovvio che se una cosa costa poco e cresce ovunque non genera molto profitto. Sul sito web di Assocanapa, potrete leggere informazioni più dettagliate e scoprire che la canapa è una pianta che si adatta e si coltiva molto facilmente. Ovviamente la coltivazione della canapa è consentita in Italia solo rispettando rigide condizioni come per esempio un livello di THC (la sostanza responsabile dell'effetto stupefacente della canapa) inferiore allo 0,2%.
Quindi non illudetevi che cibandovi di pasta di canapa finirete con esclamare 'Peace&Love' dopo l'ultima forchettata! ;-)
Ma non voglio dilungarmi sui molteplici usi della canapa, li potete leggere QUI se sarete interessati a maggiori approfondimenti, tuttavia consentitemi di spendere due parole sull'uso in cucina di questa materia prima.
Il contributo che il seme di canapa, l’olio e la farina che se ne ricavano, possono dare alla salute dell’uomo è stato riconosciuto dal Ministero della Salute nel 2009.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda per la popolazione l’assunzione di acidi grassi polinsaturi omega 6 ed omega 3 in proporzione da 4/1 fino a 6/1, per prevenire o curare le malattie più diffuse nelle società moderne (colesterolo non HDL alto, trigliceridi nel sangue, diabete, artrite reumatoide, artrosi, asma, psoriasi ed eczema atopico, altre malattie autoimmuni in genere, sindrome premestruale, depressione). I semi di canapa, che non contengono mai THC, forniscono omega 6 ed omega 3 in rapporto 3/1, che in natura è quello più vicino al rapporto raccomandato dall’OMS. Analogo rapporto si trova soltanto nell’olio di pesce, che deve essere chimicamente trattato. 
L’associazione della assunzione di olio di semi di canapa con l’impiego in cucina di olio extravergine di oliva per condire (l’olio di oliva contiene omega 6) fa raggiungere il rapporto ottimale. 
L’olio di semi e la farina di semi di canapa sono considerati dai nutrizionisti 'vaccino nutrizionale, alimento che, introdotto nella dieta giornaliera, rinforza e regola la risposta del sistema immunitario, del sistema ormonale e del sistema nervoso nei confronti delle aggressioni dell’ambiente. Numerose ricerche hanno dimostrato l’efficacia dell’impiego dell’olio di semi di canapa in funzione preventiva per la salute. Il seme di canapa e gli alimenti derivati contengono altri importanti componenti tra cui in particolare proteine che comprendono tutti gli aminoacidi essenziali, in proporzione ottimale e in forma facilmente digeribile. E’ quindi alimento ideale per vegani e vegetariani. 
L’olio di canapa viene estratto per spremitura a freddo dai semi che si formano dai fiori femminili all’incirca a metà luglio. Conviene consumare a crudo l’olio di canapa, per non disperdere le preziose sostanze in esso contenute. Una volta aperta la bottiglia, va conservato in frigo, per evitare l’irrancidimento. Possiede un gradevole sapore di nocciole, che ben lega con le usuali abitudini culinarie quotidiane; buono quindi su insalate, su crostini, su zuppe, su legumi ecc, sempre rigorosamente crudo (fonte: Assocanapa).

Non ho avuto alcun dubbio e spinta dalla curiosità ho ordinato pasta e farina sul sito web "Delizie di Canapa" e in pochi giorni ho ricevuto i prodotti.
Quando ho dovuto pensare all'accompagnamento (che sarebbe poi il condimento), ho associato idealmente la pasta al profumo della terra umida, forse per via del colore che nell'aspetto ricorda il pizzocchero valtellinese: un grigio-verde argentato che richiama certi boschi in inverno. Ho scelto di non usare proteine animali per questa volta, ma zucca, porro e salvia e olio extravergine di oliva Biolidoro aromatizzato al limone con una spolverata finale di scaglie di mandorle tostate.
La pasta dopo la cottura rimane elastica, il sapore è delicato e meno deciso rispetto ad altre farine (come quelle integrali o di kamut).
Quindi vi invito ad assaggiare questa pasta non solo per soddisfare una curiosità, ma anche per aiutare i produttori a recuperare questa ottima materia prima.


Pasta alla canapa con zucca, porri e mandorle tostate
per due persone

160 gr di pasta di canapa
1 porro 
1 quarto di zucca mantovana
qualche foglia di salvia
scaglie di mandorle tostate
olio extravergine di oliva aromatizzato al limone (Biolidoro*)
olio extravergine di oliva
sale & pepe

Eliminare la parte verde del porro e le radici e tagliarlo a rondelle sottili. In una padella capiente versare un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva, le foglie di salvia tagliate fini e il porro; farlo appassire lentamente aggiungendo mezzo bicchiere di acqua calda e coprendo la padella con un coperchio.
Nel frattempo pulire la zucca eliminando la buccia, i semi e i filamenti (i semi possono esser tostati in forno e usati per aggiungere sapore alle insalate), tagliare la zucca a dadini e farla saltare in padella con i porri facendo attenzione a non farla disfare troppo. Aggiustare di sale e pepe. 
Tostare in una padella antiaderente le lamelle di mandorle.
Nel frattempo portare ad ebollizione l'acqua, salarla e cuocere la pasta. Scolarla e farla saltare in padella con il condimento preparato in precedenza. Impiattare e completare con le lamelle di mandorle tostate e un filo di olio extravergine di oliva aromatizzato al limone.

(*) vi avevo già parlato dei prodotti Biolidoro in questo post. Hanno aggiunto altri prodotti alla loro produzione e quando ho visto questo olio non ho esitato a ordinarlo immediatamente.

27 novembre 2011

La zuppa che sa di sole e di luna

Sarà semplice e un pò banale ma oltre alla zuppa di castagne dolci, non potevo esimermi dal cucinare una zuppa di zucca salata. Non so perchè ma l'autunno regala questi prodotti pastosi da utilizzare come tubetti di colore per creare dei meravigliosi cromatismi culinari. Pertanto anche sulla mia tavola virtuale (e non solo) ho deciso di servire questa vellutata di colore giallo oro come solo la zucca riesce a fare.
Ma veniamo ad una breve spiegazione del titolo: cosa c'entra la zuppa di zucca con il sole e la luna? Le zuppe nelle fotografie si distinguono solo per un piccolo, ma non insignificante, particolare: la spezia che le personalizza. Evito di dilungarmi nel raccontare il mio amore per le spezie e del fatto che potrei passare ore a guardarle, odorarle e toccarle. Ritengo che le spezie siano l'anima dell'umanità.
Ho voluto imprimere alla prima versione della zuppa un senso di calore e di luce, utilizzando del peperoncino in polvere: una spezia vitale, che deve essere esposta al sole per essere coltivata e al sole deve essere lasciata per essiccare; una spezia rossa che genera una sensazione di movimento e di espansione. Un gusto vivace e pungente che contrasta con la dolcezza della zucca e la sua pastosità. La zucca-sole per risvegliare dalla torposità dell'autunno che scivola verso l'inverno. 

Per la seconda versione della medesima zuppa, la spezia che ho utilizzato è la curcuma.
Devo confessare che il profumo della curcuma mi crea dipendenza. Di questa splendida spezia, detta anche Zafferano delle Indie, mi limito a citare un breve passo che ho letto tempo fa nel libro "La Maga delle Spezie" di Chitra B. Divakaruni:
 "...La curcuma, chiamata anche halud, giallo, il colore dell'alba e dello squillo delle conchiglie suonate sul far del giorno. La curcuma capace di conservare, di mantenere sano il cibo in una terra di calore e fame. La curcuma, spezia della fortuna, spalmata sulla fronte dei neonati in segno di buon auspicio, sparsa sulle noci di cocco al momento della puja, strofinata lungo gli orli dei sari nuziali. Ma non è tutto. Ecco perchè la raccolgo solo nel momento in cui la notte scivola nel giorno, queste radici bulbose come scure dita contorte, ecco perchè la macino soltanto quando Swati, la stella della fede, brilla incandescente a nord. Se la tengo tra le mani, la spezia mi parla. Ha una voce di crepuscolo, sembra riecheggiare l'inizio dei tempi..."
La curcuma, come un cielo stellato, spolvera con il suo profumo questa zuppa che, nella seconda versione, accompagna verso il riposo della notte (mi auguro non verso l'alba perchè è da temerari mangiare una zuppa a colazione). La zuppa come un'ottima compagna, come una coperta che scalda il cuore di chi la prepara e di chi la consuma. Inevitabilmente una zuppa mette di buon umore. Ode alla zuppa!

Zuppa di zucca e patate
per 4 persone

500 gr di zucca piacentina (quella a polpa gialla con buccia grigio-verde) pulita
2 patate di media grandezza
1 cipolla bianca
olio, sale, pepe
acqua (o brodo vegetale)

Eliminare la buccia, i filamenti e i semini alla zucca e tagliarla a pezzetti; sbucciare le patate e tagliarle grossolaneamente e affettare la cipolla. In un tegame porre un paio di cucchiai di olio e far soffriggere leggermente la cipolla. Aggiungere la zucca e le patate e far insaporire per qualche minuto. Coprire le verdure con acqua calda, aggiungere un pò di sale e una macinata di pepe, coprire con un coperchio, abbassare la fiamma e lasciare cuocere fino a quando le verdure non diventeranno morbide (il tempo di cottura varia in base alla dimensione delle verdure).
Una volta che la verdura sarà cotta, togliere il tegame dal fuoco e utilizzando un frullatore ad immersione, ricavare una purea facendo ben attenzione a lasciare intero qualche pezzetto di zucca e di patata. Nel caso in cui la zuppa risultasse troppo liquida, rimetterla sul fuoco per far evaporare un pò di acqua; in caso contrario (zuppa troppo densa) è possibile aggiungere un pochino di acqua calda (o brodo vegetale) per allungarla mescolando bene.

Versione zuppa-sole
semi di cumino
peperoncino
olio
Impiattiamo la zucca e aggiungiamo qualche seme di cumino, una spolverata di peperoncino e un giro di olio a crudo. 

Versione zuppa-luna
semi di cumino
curcuma
olio
Impiattiamo la zucca e aggiungiamo qualche seme di cumino, una spolverata di curcuma e un giro di olio a crudo.

Possiamo guarnire con i semi di zucca che abbiamo tolto durante la fase di pulizia, lavati e stesi su un foglio di carta da forno, leggermente salati e messi nel forno a tostare a 180°. A piacere possiamo spolverare la zuppa con un pò di grana padano.