3 maggio 2012

Le palline della discordia

Vi capitano mai quei periodi in cui non avete voglia di fare nulla? Nulla di nulla, neppure quello che più vi piace fare. Per quanto mi riguarda questa svogliatezza ritorna ciclicamente in primavera. Sarà la stanchezza dell'inverno, saranno i cicli altalenanti di idee che vorrei realizzare e delle delusioni che seguono nel non vederle realizzate ma a me queste montagne russe emotive mettono a dura prova e così capita di abbandonarmi sul divano mentre navigo svogliatamente in rete, saltando da un canale all'altro della TV senza avere alcuno stimolo. Fortunatamente ho imparato ad accettare questi periodi di 'autocommiserazione' e di oscuramento della creatività a favore di una più comoda e facile piattezza del pensiero e di sciopero dei neuroni. Forse è una specie 'save-energy' cerebrale :-)
Spulciando qua e là alcuni blog di cucina, mi sono ricordata di aver letto qualche mese fa sul blog di Chiara, la ricetta dei tartufi bianchi allo zafferano. Chiara è una delle foodblogger che preferisco per diverse ragioni: innazitutto le sue ricette sono sempre curiose per gli ingredienti che usa nel prepararle; poi riesce sempre a farmi ridere quando la leggo e non in ultimo risponde sempre a tutti i commenti che le persone le scrivono (beh, sì lo confesso: sono decisamente più attratta dai blog in cui ci sono degli scambi di opinioni tra chi scrive e chi legge piuttosto che un monologo seguito da una serie di commenti e domande che spesso cadono nel vuoto; la mancanza di risposte mi pare una scortesia nei confronti di persone che spendono qualche minuto del loro tempo per commentare qualcosa che hai pubblicato). Quindi, certa della qualità della ricetta, la stampo e la archivio tra quelle da provare.
Confesso di amare particolarmente il rischio... in cucina. Tanto più una ricetta è insidiosa nel suo sapore, tanto più sono invogliata a prepararla e se qualcuno dovesse proporre di usare del sapone in scaglie per preparare una torta, inevitabilmente attirerebbe la mia attenzione. Qualche anno fa ricordo di aver cucinato come dolce per una cena tra amici, una crostata di pasta frolla che aveva come farcitura un soffritto di cipolle e radicchio mescolati alla crema pasticcera! Gli azzardi mi piacciono, ma quella volta temo di aver esagerato...
A volte penso mi manchi qualche rotella. La quasi totalità delle persone quando si cimentano nella preparazione di una cena con invitati, sfoggia 'cavalli di battaglia' per fare bella figura; invece io mi lancio nel vuoto senza paracadute. Quindi, o sono molto brava ai fornelli, oppure ho degli ottimi amici che ingoiano tutto quello che gli propino senza avere il coraggio di commentare. Questa volta il salto mortale è stato triplo e pure senza rete: un invito a cena a casa di conoscenti (visti solo 3 volte) con sconosciuti dove ognuno doveva portare qualcosa. Secondo voi a cosa poteva pensare la mia mente bislacca se non ai tartufi allo zafferano di Chiara? Non alla classica torta al cioccolato o una crostata di frutta... No no no, quei tartufi erano perfetti per sfidare ancora una volta la sorte. Preparo tutti gli ingredienti, trito, sciolgo, frullo, impasto, rotolo e posiziono i tartufi in frigorifero felicissima del risultato (estetico). All'incirca dopo un'ora, la mia sicurezza evapora ed emerge il mio lato insicuro; così per mettere a tacere la coscienza, ritrito, risciolgo, rifrullo, rimpasto e rirotolo anche dei classicissimi tartufi noir (quelli che tutti voi avrete preparato almeno una volta nella vita). Ammetto di essermi cucita un paracadute in extremis.
Poco prima di uscire di casa, facciamo la prova assaggio. La mia dolce metà non mi fa sconti, il suo giudizio sulla palline allo zafferano allineate sul vassoio è negativo: '...mi dispiace, ma proprio non mi piacciono!!' Che fare? Lascio le palline nel frigorifero di casa e mi presento solo con i classici tartufi? Corro in pasticceria? Non posso, sono già le 20 e tutti i negozi sono chiusi. Mi rassegno, esco da casa con il mio vassoio confidando nel fatto che tanto a lui non piacciono neppure le melanzane, la trippa e i piselli che io invece adoro e magari vale lo stesso principio anche per questi deliziosi tartufini (che tra l'altro a me piacciono molto). Arrivo dagli amici, infilo in frigorifero il vassoio e avviso la platea del mio esperimento culinario ma senza svelare l'ingrediente segreto. Ammetto di essermi sentita un pò responsabile, mi ero fatta carico del dolce e mi presento con un tartufo allo zafferano... a questo punto spero in una cena abbondante. Ma il fatidico fine pasto deve pure arrivare e seduta su una poltrona, resto in trepidante attesa dei primi morsi ai tartufi: alcuni mangiano una sola pallina, altri fanno il bis e qualcuno pure il tris. Forse è andata bene, anche se devo confessare che non è un sapore che entusiasma le folle, un pò come il cumino nello spezzatino o il cacao nell'arrosto. Io ho un palato un pò più allenato grazie ai miei esperimenti in cucina, ma la maggior parte delle persone avrebbe apprezzato di più il classico tiramisù. I commenti sono stati vari e in punta di lingua: 'mmmmhhh, strano....però è buono...', '...carina questa idea dello zafferano...', '...un pò dolce per i miei gusti...'; qualcuno mi ha anche detto che sembrava di mangiare un risotto freddo (oddio, non avrò mica esagerato con lo zafferano? Il dubbio mi assale...).
La sorpresa arriva però alla fine della serata quando scopro che una signora, zitta zitta, si è seduta accanto al vassoio e se ne è mangiati ben 12!! E se è certo che non si può piacere a tutti, vi assicuro che è sempre una grande soddisfazione sapere che almeno una persona ha apprezzato a tal punto quello che hai cucinato da svuotare il piatto.
PS: i tartufi di Chiara sono squisiti, vi invito a provarli per scoprire l'effetto che fa! :-)

Palline allo zafferano
per circa 25 palline

80 gr di panna liquida
200 gr  di cioccolato bianco
un pizzico di zafferano in polvere
zucchero a velo
un paio listarelle di bucce di arancia candita

Tagliate a scaglie il cioccolato e fondetelo a bagnomaria. Fate scaldare la panna e unitevi lo zafferano. Mescolate la panna e il cioccolato e amalgamate bene e poi mettete tutto in frigo a raffreddare per un paio di ore. Riprendete in mano il composto aiutandovi magari con un cucchiaio per ammorbidirlo, formate le palline e rimettetele in frigo (attenzione, se le mani saranno troppo calde, il composto tenderà a sciogliersi). Quando saranno ben sode rotolatele nello zucchero a velo frullato con le bucce di arancia.