3 aprile 2012

Polvere di cereale

E' arrivata la primavera anche se forse si trattava di un assaggio d'estate con i 27° di sabato pomeriggio; oggi pare autunno e non si capisce più nulla. Questo post era adatto ai giorni scorsi, mentre oggi sarebbe più gradita una zuppa ma visto che già rincorro quotidianamente le metropolitane, i clienti, gli impegni e i contrattempi che si susseguono mi scuserete se proprio non me la sento di rincorrere anche le stagioni. Tuttavia mi consolo sapendo che il tempo può solo migliorare e questo timballino potrà essere rispolverato nei prossimi mesi quando sul mio blog troverete consigli per la polenta e spezzatino (giuro che ci azzeccherò prima o poi) :-)
La vita della blogger che lavora e sta fuori casa 12 ore al giorno è davvero frustrante: tante idee in testa e frazioni di tempo libero per realizzarle. Si rubano ore al fine settimana per cucinare, impiattare e scattare; poi c'è la scelta della foto (due o tre al massimo tra almeno 80 scatti), il testo del post ("cosa racconto questa volta? Non vorrei annoiare con dettagli sulle mia giornate che si sussegono sostanzialmente senza colpi di scena"), e la ricerca di qualcosa di interessante da scrivere; ma a volte accade che non ci sia nulla da spiegare del piatto fotografato (già si capisce da sè non è vero? Il titolo è più che esplicativo) e quindi che altro posso aggiungere oltre agli ingredienti e al procedimento?
E a questi post un pò poveri di contenuti e orfani di aneddoti culinari e nozioni alimentari, rimane 'solo' l'amore per l'estetica e per la forma; così presto ancora più attenzione all'impaginazione, alla qualità delle immagini e alla scelta (purtroppo limitata -sigh!-) dei caratteri tipografici (Steve Jobs docet: che sarebbe stata Apple senza il corso di calligrafia frequentato dal suo fondatore?) e in questo modo un pò di sano orgoglio personale per il lavoro svolto con dovizia anzichè stare relegato all'interno delle mura domestiche, inizia a diffondersi a livello planetario attraverso la rete. Ma del resto in questo lungo periodo, così difficile e bombardato da pessime notizie quotidiane, il cercare rifugio nelle cose belle è un toccasana per lo spirito.
E voi, cari internauti che mi state leggendo in questo momento, in quale porto vi rifugiate per ricaricare le vostre energie e per affrontare con ottimismo la quotidianità?

PS: Pare senza senso un blog di cucina che non riporti neppure una riga di commento sulla ricetta proposta. Non potendo narrare di asparagi DOP o di gamberi provenienti da chissà quale mare (lo confesso: gli ingredienti sono stati acquistati nel mio supermercato preferito) mi congedo con una brevissima nota sul cous cous che per quanto mi riguarda ha scalzato la pasta dal posto di onore alla nostra tavola; provatelo non solo di grano ma anche di farro e di altri cereali come una valida alternativa al pane e ottimo come piatto unico caldo con verdure e/o pesce o con pomodorini, pinoli, basilico, feta e cipolline fresche per l'estate. Da provare anche con una macedonia di frutta o come accompagnamento a sughi e intingoli. Velocissimo da preparare e per questo sempre presente nella mia dispensa.


Timballini di cous cous con asparagi e gamberi

Per 4 timballi:
150 gr di cous cous (*)
8 code di gambero
4 asparagi
6 pomodorini tipo ciliegino
1 scalogno
450 ml di brodo vegetale
olio extravergine di oliva
prezzemolo
sale e pepe

(*) Potete sostituire il cous cous con riso o orzo brillato (che, naturalmente, andranno fatti cuocere in modi differenti rispetto al cous cous)

Tritate lo scalogno e fatelo soffriggere in padella con 3 cucchiai di olio extravergine di oliva. Aggiungete il cous cous, tostatelo leggermente e irroratelo con il brodo vegetale caldo. Togliete il tegame dal fuoco e lasciate gonfiare il cous cous sgranandolo ogni tanto con una forchetta. Tagliate gli asparagi in piccoli tocchetti, saltateli in padella con un filo di olio per alcuni minuti fino a farli intenerire. Nel frattempo sbollentate le code di gambero, sgusciatele e unitele, insieme ai pomodorini privati dei semi e tagliati a spicchi, al cous cous.
Condite il composto con olio, sale, pepe e prezzemolo e riempite quattro stampini (per maggiore sicurezza potete rivestire gli stampini con pellicola trasparente così non avrete problemi quando dovrete estrarli). Lasciate riposare in frigorifero per almeno 30 minuti; estraete i timballini e servite (se gradite) decorando con erba cipollina tagliata finemente e un giro di olio.